Nel corso di Fondamenti di Informatica, rivolto agli studenti del percorso di studi in Nuove Tecnologie per l’Arte (Accademia di Belle Arti di Verona) ho proposto come attività conclusiva la realizzazione di un videogioco utilizzando esclusivamente strumenti di intelligenza artificiale, sia generativa che ausiliaria. L’obiettivo era duplice: da un lato, far sperimentare agli studenti le potenzialità e i limiti dell’AI nei processi creativi; dall’altro, promuovere lo sviluppo di un pensiero critico nella gestione di progetti complessi e nell’integrazione di tecnologie eterogenee. Un aspetto fondamentale dell’attività è stato il lavoro di gruppo, con le sue dinamiche collaborative: gestione dei ruoli, comunicazione, coordinamento operativo e presa di decisioni condivise. È emersa con chiarezza l’importanza di una direzione progettuale e artistica ben definita fin dall’inizio, anche in presenza di strumenti “intelligenti” che operano in autonomia. Le scelte iniziali in termini di concept, target, estetica e coerenza narrativa hanno fortemente influenzato la qualità del risultato finale. I progetti più riusciti sono stati quelli portati avanti da gruppi capaci di guidare efficacemente le intelligenze artificiali attraverso prompt accurati, iterazioni frequenti e un costante lavoro di raffinamento degli output generati. Questi studenti hanno mostrato non solo creatività, ma anche consapevolezza metodologica, trattando l’AI come un vero strumento di co-creazione, all’interno di un processo guidato da intenzionalità e visione progettuale. In una prima fase, molti studenti hanno riferito una sensazione di disorientamento. Si tratta di una reazione comprensibile e, in un certo senso, attesa: l’approccio creativo mediato dall’AI si discosta profondamente dai metodi tradizionali e richiede un cambiamento di prospettiva. Le principali cause di questa iniziale difficoltà sono state:
▸ la vastità degli strumenti disponibili: la presenza di molteplici tool AI specializzati (per testo, immagini, audio, codice) ha generato una sensazione di sovraccarico informativo.
▸ il prompt engineering e creazione di pattern: formulare prompt efficaci per ottenere risultati pertinenti si è rivelata una competenza chiave, non sempre intuitiva e spesso oggetto di frustrazione iniziale.
▸ il bilanciamento tra controllo e creatività: delegare parti del processo creativo a un sistema automatizzato ha richiesto di ripensare il ruolo dell’autore e accettare una certa imprevedibilità nei risultati.
Nonostante queste difficoltà, tutti i gruppi sono riusciti a superare la fase di blocco iniziale, portando a termine l’esercitazione in modo efficace. Questo passaggio dal disorientamento alla padronanza operativa rappresenta un importante traguardo formativo: indica che gli studenti hanno sviluppato capacità di adattamento, problem-solving e apprendimento autonomo in un contesto tecnologico complesso e in rapida evoluzione. Al termine del corso ho somministrato un questionario per indagare sia lo stato d’animo che il livello di soddisfazione (o insoddisfazione) raggiunta al termine del percorso proposto. I dati emersi sono a mio avviso molto interessanti: una percentuale significativa degli studenti ha dichiarato di non aver mai utilizzato strumenti di intelligenza artificiale per progetti complessi prima di questa esperienza. Molti avevano sperimentato sporadicamente l’uso di strumenti come ChatGPT o similari per la creazione di testi o come aiuto alla ricerca e allo studio, ma mai in sinergia con altri strumenti. Dopo questa esperienza hanno dichiarato di voler continuare ad approfodnire Quasi tutti hanno espresso un forte interesse nel voler approfondire l’uso dell’AI all’interno del proprio percorso accademico e professionale. Chi non è interessato ad approfondire ha riportato motivazioni etiche. Questa attività ha quindi rappresentato un’opportunità concreta per esplorare le applicazioni dell’AI in ambito artistico e progettuale, stimolando una riflessione più ampia sul ruolo dell’intelligenza artificiale nella creatività contemporanea. Non come sostituto dell’ingegno umano, ma come alleato intelligente, da governare con consapevolezza, visione e spirito critico. Il valore principale che molti hanno sottolineato è l’aver compreso l’approccio a questi strumenti. Non si è trattato solo di imparare a usare un software specifico, ma di sviluppare una mentalità e una metodologia per interagire con le AI in un contesto creativo e progettuale. Per chi si occupa di nuove tecnologie nelle arti, capire l’AI significa:
▸ superare la barriera tecnica: molti hanno probabilmente affrontato per la prima volta l’interfaccia e la logica di strumenti AI complessi, superando l’iniziale disorientamento di cui parlavamo.
▸ esplorare nuove frontiere creative: hanno toccato con mano come l’AI possa essere non solo un acceleratore di processi, ma anche una fonte di ispirazione e un partner nel processo generativo di idee artistiche. Questo è fondamentale per chi lavora in un campo in cui l’innovazione è costante.
▸ sviluppare un “dialogo” con la macchina: l’esercitazione ha insegnato l’importanza del prompt engineering non solo come tecnica, ma come vera e propria forma di comunicazione per “guidare” l’AI verso un risultato desiderato, un’abilità sempre più artistica in sé.
▸ valutare il risultato: hanno imparato a discernere quando l’output di un’AI è funzionale, innovativo o necessita di ulteriori iterazioni, sviluppando un senso critico essenziale per il curatore o il creatore artistico.
Dal mio punto di vista, sia come professionista che, in questo caso, come docente, questa esercitazione ha agito da ponte fondamentale tra la teoria delle nuove tecnologie e la loro applicazione pratica nel campo artistico. Ha dimostrato che le AI non sono solo strumenti per l’efficienza, ma possono essere parti integranti del processo creativo, aprendo a nuove forme di espressione e a ruoli emergenti nel mondo dell’arte digitale e interattiva. Capire l’approccio agli strumenti AI per questi studenti ha significato aver acquisito una competenza trasversale che sarà preziosa per la loro carriera, permettendo loro di integrare queste tecnologie nei loro futuri progetti artistici con maggiore consapevolezza e controllo.